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Piante da Interno Poca Luce: Quali Sono Le Migliori e Perché

Piante da Interno Poca Luce: Quali Sono Le Migliori e Perché

Il connubio piante da interno poca luce a volte appare insormontabile ed equivale, sbagliando, a rinunciare ad avere una pianta d’appartamento che rallegri le nostre giornate e di cui prendersi cura.

Uno dei problemi ricorrenti oggi, specie per chi vive in città e vuole una pianta in casa è, o non avere sufficiente spazio, visto che le case diventano sempre più piccole, o avere delle finestre o balconi malamente esposti al sole.

Allora la domanda diventa obbligatoria: esistono delle piante da interno che crescono bene anche con poca luce diretta del sole in una casa dove la luce artificiale è quasi perennemente accesa?

La risposta è certamente sì e oggi vedremo delle piante d’appartamento di cui non potrai fare più a meno.

Piante da interno poca luce: le soluzioni

Avevamo già visto che esistono tantissime piante d’appartamento  tra le quali è facile trovare alcuni esemplari praticamente indistruttibili come ad esempio:

  • l’Aspidistra, non a caso chiamata Pianta di Ferro

  • la Zamia che “Può essere lasciata per mesi in una credenza senza morire” come dice Jane Perrone

Bene! Già queste due piante possono vivere benissimo con poca o pochissima luce.

Altre piante comuni, che abbiamo menzionato precedentemente che non hanno bisogno di essere perennemente esposte al sole sono:

  • Spatifillo

  • Sansevieria

  • Ficus

  • Filodendro

  • Pothos

Ma ne esistono anche altre come:

  • Calathea

  • Camadorea

  • Aglaonema

ugualmente belle e scenografiche.

Già da questi primi elenchi è facile desumere come alla domanda piante da interno poca luce ci sia solo l’imbarazzo della scelta.

Se però desideri dare al tuo appartamento un tocco più elegante e per nulla banale, qual è la pianta giusta per te?

Piante da interno poca luce? La Felce d’appartamento è una possibile soluzione

La Pteridophyta è una piante cornofita molto antica che conta circa 11.000 specie differenti sparse in tutto il mondo.

Piante molto eleganti, prediligono ambienti umidi in quanto provengono da climi tropicali.

La collocazione ideale di questa pianta, più che nel giardino, è proprio all’interno delle nostre mura domestiche purché, attenzione, sia al riparo dalla luce diretta del sole nelle ore calde che non solo ne ingiallirebbe le foglie, facendogli perdere fascino e bellezza, ma causerebbe danni permanenti alle fronde… Quindi è proprio una delle piante ideali per abbellire il nostro scuro appartamento.

È bene ricordare a tal proposito che le felci sono state le prime creature ad evolversi sulla terra con un sistema vascolare compresso che permette il trasporto dell’acqua e delle sostanze nutritive, pari a quello delle piante moderne se non addirittura più complesso.

Come funghi,  licheni e muschio, a ben vedere, nemmeno la felce produce semi e fiori ma, a differenza di questi vegetali primitivi, questa pianta ha una fitta rete vascolare al suo interno il quale le garantisce uno sviluppo verticale che, in alcune specie, arriva all’altezza di alcune palme.

Naturalmente nel nostro appartamento utilizzeremo delle piante di questo genere idonee ed eleganti.

Purtroppo, però, anche a causa della vastità della specie, oggi tutte le piante ornamentali che non producono semi e fiori sono erroneamente chiamate così.

Allora come regolarsi?

Semplicemente ricercandole con il loro nome.

Le migliori felci da appartamento senza dubbio sono:

  • l’ Asplenio

  • la Capelvenere

  • il Cirtomio

  • la Pellea

  • il Platicerio

Facile anche imbattersi in una sempreverde Nephrolepis ‘Green Lady’, forse la felce più commercializzata ad oggi. Anche questa pianta, inutile dirlo, se pur comune fa sempre la sua bella figura.

La pianta di Padre Pio: la Zamioculcas

Piante da Interno Poca Luce: Quali Sono Le Migliori e Perché

 

La Gemma di Zanzibar è una pianta grassa di origine Africana, umile e bellissima allo stesso tempo.

La leggenda racconta che San Pio di Pietrelcina tenesse una Zamioculcas nella sua cella forse proprio per il suo aspetto e la sua semplicità di cura.

La pianta si presenta con rami eretti e dritti, alti circa 50-60 cm, con foglie ovali e carnose che li ricoprono interamente, di colore verde intenso.

È una pianta di poche pretese e adora gli ambienti umidi.

Potrebbe essere confusa con una comune pianta grassa ma in realtà fa parte della famiglia delle Araceae (Palme).

Se vuoi massima resa e poca spesa, prendi una Zamioculcas: è una pianta ornamentale che richiede pochissime cure, molto resistente e teme solo il freddo e il gelo.

Cresce bene in ambienti con poca o pochissima luce e chiede acqua solo una volta a settimana: è la pianta ideale per chi vuole iniziare a famigliarizzare con questo mondo!

La Kentia, una pianta comunissima nelle nostre case

Un’altra Arecaceae molto diffusa negli appartamenti italiani è la Kentia.

Le palme sono piante antichissime che da secoli adornano le case degli uomini, in quanto si adattano facilmente al microclima delle nostre abitazioni e non hanno bisogno di luce diretta del sole perenne.

Queste piante crescono benissimo in penombra  e, a parte ricordarsi di spolverarle ogni tanto, necessitano davvero di poche cure.

In commercio esistono due tipi di Kentia:

  • la forsteriana

  • la belmoreana

Fondamentalmente queste due piante differiscono di poco.

Entrambe le specie:

  • hanno una crescita lenta se non lentissima (si pensi che la forsteriana produce solo una nuova foglia all’anno mentre la belmoreana anche meno)

  • possono raggiungere in appartamento, nel tempo, altezze considerevoli (2-3 metri) ma ripetiamo occorrono davvero parecchi decenni per arrivarci

  • la conformazione dello stipide è sempre rigida e presentano numerose foglie terminali acuminate di colore verde intenso

  • provengono dallo stesso luogo (Lord Howe nell’Oceano Pacifico)

La differenza tra le due specie, negli esemplari giovani/giovanissimi, è data solo dalla conformazione degli steli.

Mentre nella specie più diffusa in Italia, la fosteriana,  gli steli di circa un metro si incurvano verso l’interno per poi piegarsi quasi orizzontalmente verso l’eterno, nella  belmoreana gli steli, dal tipico colore rossiccio, restano eretti nel primo periodo e solo successivamente, con il passare degli anni, si incurvano verso l’esterno sotto al peso delle fronde pinnate a partire dalla prima foglia nata in poi.

In natura. Invece, è molto più semplice riconoscerle in quanto la specie forsteriana raggiunge un’altezza di 15 m mentre la belmoreana arriva a circa la metà di questa altezza (7-8 m).

La Kentia è una pianta che non pretende alcunché. Dovrai ricordarti solo di annaffiarla, ed anche in modo abbondante d’estate, e di evitare i ristagli d’acqua. In Inverno, invece, assicurati che il terreno sia sufficientemente umido  e ricordati di darle da bere almeno ogni 2 settimane.

La Chamaedorea per chi proprio vuole una palma in casa ma non ha spazio

Piante da Interno Poca Luce: Quali Sono Le Migliori e Perché

 

La Chamaedorea fa parte di quei vegetali che rispondono alla domanda  crescente di piante da interno poca luce e permette a chi non ha spazio di potersi vantare di avere una palma nel suo appartamento.

Fa parte della sotto specie Palme minori e, come le consorelle, appartiene alla specie delle Arecaceae.

Gli steli della Chamaedorea, a defferenza della Kentia, sono sottili ed eretti.

Si contano, ad oggi, circa 100 classificazioni differenti di questa pianta, alcune molto conosciute ed altre meno.

Dalla  Cataractarum alla Metallica, dalla Geonomaeformis alla Tuerckheimii, dalla Fragrans alla Pinnatifrons la scelta è varia.

Nel nostro caso, però, è bene affidarci alla classica Palma della Fortuna (Chamaedorea Elegans), non a caso ribattezzata dagli inglesi Parlour Palm  (tr: Palma da Salotto).

La Neanthe bella, come viene anche chiamata, è una delle palme indoor più ricercate oggi, anche forse perché è una palma che costa poco e rende molto.

Raggiunge in appartamento un’altezza massima di un metro circa e si presenta con foglie lunghe da 20cm circa di un  color verde chiaro.

Anche questa pianta, come tutte quelle presentate sino ad ora, non necessita di cure particolari:

  • l’esposizione non deve essere mai a sole pieno, preferibile dunque una zona a mezz’ombra

  • le annaffiature devono essere abbondanti nelle stagioni calde

  • fare attenzione ai ristagni d’acqua, la pianta morirebbe

  • non metterla troppo vicino a fonti di calore diretto, a questa pianta piace l’ambiente umido e non secco

  • non esporre la pianta a temperature inferiori ai 10° C

La Palma da salotto, solitamente, è venduta in vasi in cui ci sono più piante tutte insieme, questo per avere subito l’effetto ornamentale che stiamo cercando.

Tenere in considerazione questo aspetto quando rinvasiamo, soprattutto nei primi anni di vita della pianta, è fondamentale.

Ogni pianta nello stesso vaso presenta assetti radicali singoli e separati e più piante nello stesso vaso lottano tra loro per la sopravvivenza.  Se, al momento del rinvaso, ti rendi conto che una pianta soffre più dell’altra sarebbe bene separarle.

Evitare sempre e comunque frequenti rinvasi in quanto la Neanthe bella non ha radici profonde e forti.

Infine ricorda che stiamo parlando di “piante da interno poca luce” e non di piante da interno senza nessuna luce.

Queste piante soffrono la luce diretta del sole durante le ore calde, tuttavia un po’ di sole al mattino e al tramonto sicuramente gli farà bene.

Comunque sia, anche se non intendi spostarle, trova alla tua pianta una posizione consona in modo che non sia perennemente all’ombra piena.

Tutte le piante per crescere necessitano sempre e comunque di aria, acqua, sostanze nutritive e sole. Può variare l’apporto da specie a specie ma nessuno di questi elementi deve mai mancare.

Un ultimo consiglio… Evita le piante finte! Si riconoscono anche se ben fatte.

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A presto.



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