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Coltivare un Orto con la Tecnica della Rotazione Colturale

Coltivare un Orto con la Tecnica della Rotazione Colturale

Se all’inizio i nostri antenati arrivarono alla rotazione colturale empiricamente, oggi con le scienze moderne come la botanica, la scienza agraria, ecc.,  siamo in grado di spiegare perché questa tecnica funziona da millenni ed abbiamo la fortuna di poterla ulteriormente migliorare.

Dubito fortemente che il mio bisnonno sapesse che, se la combinazione fagiolo-porro funziona, è per il fatto che le leguminose arricchiscono il terreno di azoto e questo elemento nutritivo è indispensabile  al porro per crescere.

Come dubito che facesse delle distinzioni tra piante ad alto, medio e basso consumo del terreno.

Il mio bisnonno aveva semplicemente appreso da suo padre, che a sua volta l’aveva appreso dal suo, che dopo aver piantato un pisello occorreva piantare un peperone sulla stessa aiuola e che, se veniva piantato un fagiolo, il raccolto successivo era scarso.

Tutto era tramandato senza starsi tanto a chiedere il perché,  pur sempre parlando di rotazione colturale.

La tecnica della rotazione colturale moderna

Oggi, invece come detto, abbiamo finalmente compreso perché la rotazione colturale funziona e possiamo spiegarci i motivi per i quali:

  • coltivare un orto con la rotazione colturale rende il terreno più fertile;
  • coltivare un orto con la rotazione colturale previene i parassiti degli ortaggi;
  • coltivare un orto con la rotazione colturale fa ammalare i nostri ortaggi di meno.

La tecnica della rotazione colturale si fonda sul principio che le piante vadano spostate.

Questi spostamenti non possono essere fatti a caso poiché piante diverse consumano il terreno in modo differente e hanno, nel contempo, bisogno di quantità e qualità di principi nutritivi differenti per crescere rigogliose.

Fertilità

Coltivare un Orto con la Tecnica della Rotazione Colturale

La rotazione colturale ci permette di arricchire il terreno di determinati principi nutriti piantando i giusti ortaggi e, questi principi,  potranno essere sfruttati in fase di rotazione delle piante che ne necessitano nel ciclo successivo.

Parassiti ed insetti

Coltivare un Orto con la Tecnica della Rotazione Colturale

Chi coltiva ortaggi sa bene che insetti e parassiti che si nutrono delle piante sono di ordine comune.

Lasciare una pianta per più anni nella stessa posizione dà modo a questi predatori di proliferare e riprodursi infestando il raccolto.

Spostandola, invece, di anno in anno, limiterà questo problema nonché minimizzerà l’utilizzo di pesticidi ed antiparassitari.

Malattie

Coltivare un Orto con la Tecnica della Rotazione Colturale

Molti non sanno che molte malattie degli ortaggi provengono da spore e virus che si generano spontaneamente nel terreno.

Rotare le colture significa minimizzare il rischio di proliferazione e contaminazione del futuro raccolto.

Rotazione colturale: come partire

Dopo aver progettato o riprogettato il nostro futuro orto biologico dove praticare la nostra orticoltura, avremmo a disposizione un determinato numero di aiuole che ospiteranno i nostri ortaggi.

Indipendentemente, se opteremo per una coltivazione a filari o una coltivazione dell’orto in permacultura, occorrerà decidere quali saranno gli ortaggi che pianteremo.

Classificazione degli ortaggi

Il concetto di classificazione degli ortaggi per famiglie biologiche, solitamente,  risulta  ostico per un neofita.

Grossomodo gli ortaggi (ed alcune piante) che troveremo nel nostro orto possono essere divise in grandi famiglie tra cui troviamo:

  • le Solanacee: peperoni, melanzane, pomodori, patate, ecc.

  • le Cucurbitacee: zucchine, zucche, cetrioli, ecc.

  • le Leguminose: fagioli, piselli, ecc.

  • le Crucifere: cavolfiori, verze, broccoli, rucola, ecc.

  • le Liliaceae: aglio, scalogno, porro, cipolla, ecc.

a cui si aggiungono:

  • le Ombrellifere ossia carote, finocchi e alcune aromatiche

  • le Composite ovvero principali insalate e i carciofi

  • le Chenopodiacee ovvero verdure da foglia come spinaci, barbabietola, coste ecc.

  • le Apiacee ossia il sedano e il sedano rapa

e naturalmente le Poligonacee  rappresentate dal rabarbaro.

Naturalmente questo non è un elenco completo ed esaustivo.

Nel nostro orto biologico potremmo trovare anche per esempio

  • Rosacee come lamponi e fragole

  • Ericacee come il mirtillo

  • Grossulariaceae come l’uva spina e il ribes

  • Capparidaceae come il cappero

  • Valerianacee come la valeriana e il soncino

ed altre piante appartenenti a famiglie biologiche differenti ma, comunemente, almeno in Italia, queste sono le coltivazioni di ortaggi più diffuse.

La Rotazione colturale e le classificazioni

Questa classificazione è utile per permetterci di dividere gli ortaggi in tre grandi gruppi, in funzione del loro fabbisogno nutritivo e in base al consumo di Azoto,  come :

  • Forti consumatori

  • Medi consumatori

  • Deboli consumatori

Rotazione colturale: Ortaggi Forti consumatori

Fanno parte di questa fascia, in base al consumo di principi nutritivi:

  • Cavolo

  • Pomodoro

  • Melanzana

  • Peperone

  • Porro

  • Patata

  • Sedano

  • Zucchino

  • Melone

  • Cocomero

(l’elenco non è esaustivo e comprende gli ortaggi più diffusi in Italia)

In base al consumo di Azoto:

  • Solanacee

  • Cucurbitacee (eccezion fatta per cavolo rapa)

  • Chenopodiacee (eccezion fatta per Spinacio, Bietola, Ravanello, “Barbe Rosse”)

Rotazione colturale: Ortaggi Medi consumatori

Fanno parte di questa fascia, in base al consumo di principi nutritivi:

  • aglio

  • cipolle

  • carote

  • ravanelli

  • insalata

(l’elenco non è esaustivo e comprende gli ortaggi più diffusi in Italia)

In base al consumo di Azoto:

  • Liliacee

  • Ombrellifere

  • Composite (alcuni tipi)

  • Chenopodiacee (solo Spinacio, Bietola, Ravanello, “Barbe Rosse”)

Rotazione colturale: Ortaggi Deboli consumatori

Fanno parte di questa fascia, in base al consumo di principi nutritivi:

  • erbe aromatiche

  • fagiolini

  • fave

  • prezzemolo

  • piselli

  • leguminose in genere

(l’elenco non è esaustivo e comprende gli ortaggi più diffusi in Italia)

In base al consumo di Azoto:

  • Leguminose 

  • Erbe aromatiche

  • Crucifere

oltre ad insalata in genere e in generale tutte le altre classificazioni botaniche elencate.

Rotazione colturale e pianificazione

Queste classificazioni sono da ritenersi dei criteri-guida utili alla migliore scelta delle colture e delle varietà di specie adattate all’ambiente di coltivazione ed assolvono, dunque,  il compito di aiutare la creatività dell’orticoltore nella pianificazione appropriata del proprio orto.

Solitamente è buona norma pianificare la rotazione colturale almeno per 4 anni.

Se nello schema tipo che si adotta, si decide di inserire anche piante perenni come le Rosacee e le Eribacee o piante poliennali come i carciofi, gli anni possono tranquillamente raddoppiare.

La prima operazione da compiere è, dunque, quella di  fare una cernita tra gli ortaggi e decidere quelli che si vuole coltivare.

Questa scelta è intimamente legata anche ad eventuali esigenze legate alla destinazione commerciale del prodotto.

Individuate le piante si può optare per la classificazione secondo i principi nutritivi o secondo il consumo di Azoto.

Fatto salvo che il principio di base della rotazione colturale è lo spostamento della pianta, una possibile rotazione divisa in 3 zone prevede che gli ortaggi forti consumatori e deboli consumatori  si alternino su base annuale mentre i medi consumatori varino di posizione su base biennale.

Rotazione colturale possibile schema-tipo

Primo ciclo

  • Forte consumatore (zona 1)

  • Medio consumatore (zona 2)

  • Debole consumatore (zona 3)

Secondo ciclo

Nel  secondo ciclo, come detto,  mentre i Medi consumatori possono restare al loro posto, i forti e i deboli possono essere invertiti, quindi avremo:

  • Debole consumatore (zona 1)

  • Medio consumatore (zona 2)

  • Forte consumatore (zona 3)

Terzo ciclo

Nel terzo ciclo possiamo optare per un completo spostamento delle 3 zone con il seguente risultato:

  • Medio consumatore (zona 1)

  • Forte consumatore (zona 2)

  • Debole consumatore (zona 3)

Quarto ciclo

Per poi invertire nuovamente le prime due zone lasciando il settore medio al suo posto:

  • Medio consumatore (zona 1)

  • Debole consumatore (zona 2)

  • Forte consumatore (zona 3)

e così via per i prossimi.

Rotazione colturale altre classificazioni

Un diversa classificazione suddivide gli ortaggi in base all’organo utilizzato in:

  • Radici ossia aglio, le barbe rosse, le carote, le cipolle, le patate, i porri, i ravanelli, le rape, la scorzonera e il sedano rapa)

  • Foglie ovvero cavoli, la cicoria, il finocchio, le insalate, il radicchio, la rucola, i sedani e gli spinaci

  • Frutti ossia angurie, i cetrioli, i fagioli e i fagiolini, le fave, le melanzane, i meloni, i peperoni, i pomodori, le zucche e gli zucchini

  • Fiori ovvero cavolfiori e le piante aromatiche

Qualora non si vogliano utilizzare ortaggi classificati come Fiori, questi possono essere sostituiti dalle patate.

Una possibile successione di ortaggi consigliata a tal proposito potrebbe essere:

Radici – Frutti – Fiori o patate – Foglie

Queste culture ruotano di anno in anno.

Naturalmente queste classificazioni possono essere miscelate tra di loro, ed in questo caso, un’altra possibile rotazione  quadriennale può tenere conto, ad esempio, contemporaneamente conto dell’organo utilizzato e del livello di nutrienti prelevato dal terreno.

In questo caso potremmo avere uno schema-tipo come il seguente:

  • Fave, piselli, fagiolini ( migliorano la dotazione azotata del terreno)

  • Pomodoro, Peperone, Melanzana, Zucchino (Piante da frutto)

  • Spinacio, Insalate, Indivie, Cardi, Cavoli (Piante da foglia)

  • Carota, Rapa, Barbabietola, Patata, Finocchio, Porri, Cipolla, Aglio (Piante da organi sotterranei)

in cui, naturalmente, le colture ruotano di anno in anno.

Rotazione colturale: ultime raccomandazioni

In agraria con il termine sovescio si intende

“l’ interramento di piante o di parti di piante allo stato fresco, praticato allo scopo di arricchire il terreno delle sostanze concimanti in esse contenute.”

Già i nostri avi sapevano che il terreno di tanto in tanto va lasciato a riposo perché si rigeneri.

Molti, però, non sanno che ci sono delle piante in grado di accelerare questa ripresa  e “curare” il terreno.

Queste piante possono essere utilizzate sia in primavera sia in autunno.

Vediamo quali sono.

Piante da sovescio a ciclo autunno-primaverile

  • Trifoglio incarnato

  • Veccia vellutata (Vicia villosa)

  • Favino

  • Lupino

  • Pisello

  • Lupinella

  • Grano

  • Segale

  • Avena

  • Senape

  • Colza

Piante da sovescio a ciclo primaverile-estivo

  • Trifoglio alessandrino

  • Sulla

  • Veccia (Vicia sativa)

  • Grano saraceno

  • Sorgo

  • Facelia

Potrebbe inoltre essere d’aiuto per chi  intende coltivare un orto con la tecnica della rotazione colturale, sapere che:

  • gli ortaggi da radice o da organo sotterraneo precedono bene Pomodoro; Zucche, Zucchino, Cavoli, Rape

  • le colture da radice non devono seguire la patata

  • i cavoli crescono bene dopo le leguminose

Se hai bisogno di consigli, lascia il tuo commento qui in basso.

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Nei prossimi articoli vedremo altre tecniche di coltivazione degli ortaggi.

A presto.



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