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Coltivare un Orto Sinergico: Lascia che la Natura Faccia il Suo Corso

Coltivare un Orto Sinergico: Lascia che la Natura Faccia il Suo Corso

Per illustrare come coltivare un orto sinergico dobbiamo per forza iniziare a comprendere cosa significhi la parola “Sinergia” e come applicarla nella coltivazione degli ortaggi.

Per Sinergia s’intende l’attività simultanea di più organi o funzioni diretta a provocare uno stesso effetto sull’organismo.

Allargando  questo concetto, quindi, scopriamo che si è in sinergia quando esiste un rapporto tra elementi o forze operanti al conseguimento di uno stesso scopo.

Probabilmente l’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka, quando concepì il metodo della coltivazione sinergica che permetteva alle piante di crescere sane, rigogliose e all’uomo di fare meno fatica, voleva creare un tipo di coltivazione coerente con il principio “Vivere senza distruggere”  introdotto dall’amico australiano  Bill Mollison con la permacultura.

Coltivare un orto sinergico: utopia o realtà?

Oggi sappiamo, grazie alle sue scoperte, che si può coltivare un orto sinergico in modo da rispettare l’equilibro, già molto precario,  fra l’ambiente naturale e quello creato ed alterato dall’uomo, ma immagina la reazione dei coltivatori dell’epoca quando Fukuoka iniziò a dire al mondo che era davvero possibile coltivare un orto senza  zappare il terreno o che era possibile evitare totalmente concimi e fertilizzanti chimici come anche i diserbanti per le erbacce!

Sembrava impossibile.

Invece era ed è proprio così tanto che, le regole di coltivazione sinergiche sono state adottate in molte parti del mondo adattandole al proprio contesto.

In Italia, ad esempio, dobbiamo ringraziare l’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip se possiamo coltivare un orto sinergico.

Hazelip ha infatti adattato le regole sinergiche introdotte dal Prof. Fukuoka al nostro clima Mediterraneo tracciano le linee guida per chiunque voglia adottare il metodo di coltivazione sinergica.

Coltivare un orto sinergico: i primi concetti base.

Fukuoka, classe  1913, grazie ad un approccio olistico, già a partire dal 1930 iniziò i suoi studi con l’intenzione di dimostrare che la natura, se lasciata fare, è in equilibrio perfetto.

Era stanco di sentir dire che le piante sottraessero fertilità al terreno e non si capacitava come mai, mentre in natura tutto cresceva (e cresce) forte e rigoglioso, tutto quello che fosse toccato dall’uomo presto o tardi perdeva il suo potere produttivo tanto da dover essere aiutato dall’esterno con la chimica.

L’agricoltura tradizionale, infatti, è da sempre convinta che se una pianta assorbe determinati elementi dal suolo questi debbano necessariamente essere reintegrati  per poter coltivare altre piante nella stessa posizione.

Abbiamo già visto come con la rotazione delle piante da sempre l’uomo ovvia a questo problema però ciò non bastava a Fukuoka che aveva intuito che c’era qualcosa di sbagliato nel modo di coltivare dei suoi conterranei.

Le ricerche condotte dal 1970 in poi da alcuni microbiologi dimostrarono, inconfutabilmente, che l’agronomo giapponese non si sbagliava.

La natura, se lasciata fare, è davvero in equilibrio perfetto!

Durante il normale ciclo di vita di una pianta una grossa percentuale di energia prodotta con la fotosintesi (si stima addirittura fino al 25%) viene dispersa nel suolo come essudati e cellule morte.

Questi composti sono la fonte energetica di sopravvivenza primaria per molti microrganismi ospitati dal terreno in contatto con le radici.

E sai qual è il loro compito primario?

Metabolizzare i nutrienti del terreno necessari per la stessa pianta!

In breve microrganismi, batteri, funghi e lombrichi vivono perché la pianta li fa vivere e operano perché la pianta resti in vita. Fantastico.

Detto ciò, prima di coltivare un orto sinergico dobbiamo realizzarlo.

Come procedere?

Realizzazione di un orto sinergico

Coltivare un Orto Sinergico: Lascia che la Natura Faccia il Suo Corso

L’orto sinergico classico più che essere diviso in aiuole è diviso in bancali.

Per bancale si intende un mucchio di terreno non compattato di lunghezza variabile.

I bancali vanno preparati con terreno del posto.

Se il terreno fosse povero arricchirlo con compost o letame senza mai ricorrere ad agenti chimici.

Se si fosse in presenza di terreni precedentemente trattati chimicamente è bene ricordare che piante come senape, cicoria, trifoglio sono in grado di eliminare la tossicità del terreno.

Un bancale classico di un orto sinergico, pur avendo varie forme, presenta sempre caratteristiche schema-tipo comuni (e consigliate) come:

  • larghezza di 120 cm

  • altezza da un minimo di 5 cm a 40 cm (quest’ultima è la misura ottimale)

  • distanza tra i bancali di almeno 50-60 cm

La forma dei bancali può essere rettilinea, a mandorla o a curva a seconda delle proprie preferenze.

Procediamo, dunque, nella costruzione dei bancali rispettando la regola base dell’agricoltura sinergica: il terreno nel bancale non andrà mai calpestato in alcun modo, ecco allora perché i passaggi sono così importanti.

A tal proposito, pur non essendoci limiti alla lunghezza dei bancali in un orto sinergico, raccomando caldamente, di prevedere nella pianificazione dell’orto su carta almeno un passaggio ogni 4 metri di lunghezza.

Il modo migliore per irrigare un orto sinergico è il sistema a goccia.

Ricordiamoci quindi di predisporre il terreno in modo che ospiti tubi di polietilene da 12 a 16 mm di diametro fissati permanentemente al suolo i quali dovranno essere bucati ogni 20-30 cm con fori di almeno  1,5 – 2 mm.

Coltivare un orto sinergico: la pacciamatura

Coltivare un Orto Sinergico: Lascia che la Natura Faccia il Suo Corso

 

In natura il suolo è solitamente ricoperto dalle foglie e dal manto d’erba.

Per coltivare un orto sinergico si utilizza la tecnica della pacciamatura che permette di riprodurre artificialmente questo strato che ricopre il suolo naturalmente sia sui bancali che nei passaggi.

I prodotti che saranno utilizzati a questo scopo dovranno essere sempre naturali poiché la pacciamatura utilizzata dovrà essere necessariamente biodegradabile.

La pacciamatura è essenziale in un orto sinergico poiché, tra le altre cose:

  • protegge del gelo gli ortaggi

  • protegge il suolo dalle piogge

  • riduce il consumo d’acqua riducendo l’evaporazione

  • facilita la colonizzazione di microrganismi, batteri, funghi e lombrichi indispensabili per questo tipo di coltivazione

Coltivare un orto sinergico: cosa seminare

Come abbiamo detto più volte è bene evitare la monocultura per evitare spiacevoli conseguenze come eventuali infestazioni di massa.

In generale per l’orto sinergico valgono tutte le regole che abbiamo già visto per:

Anche per l’orto sinergico occorre, infatti, pianificare le varie semine.

Esiste, tuttavia, una regola generale.

In un orto sinergico, ogni bancale deve ospitare almeno 3 famiglie biologiche ed in particolare:

  • almeno una leguminosa

  • almeno una liliacea

Le altre famiglie sono a scelta dell’orticolture, fermo  restando che le piante aromatiche (da sfruttare per via delle consociazioni) possono essere messe a dimora nei bordi dei bancali mentre i fiori possono essere messi ovunque.

Coltivare un orto sinergico: l’uso degli animali

Come detto l’orto sinergico si avvale di un principio fondamentale

“Vivere senza distruggere”.

Gli animali e gli insetti, quindi, non devono essere toccati dall’uomo che dovrà lasciare che la natura faccia il suo corso.

Ma come evitare che insetti, roditori, talpe ecc.  distruggano il raccolto?

Con gli animali.

Bisogna però attrarre questi animali per cui è bene lasciare, per quando possibile, sul proprio terreno alberi ed arbusti.

Ad esempio, la proliferazione di lumache, bruchi, larve di insetti, coleotteri ecc. può essere limitata dalla presenza dei ricci. 

I pipistrelli possono ridurre drasticamente il numero dei piccoli insetti così come molti uccelli possono per noi ridurre la presenza di topi.

I rospi (comune e smeraldino) possono ridurre il numero degli invertebrati ed anche ramarri e lucertole possono esserci d’aiuto in questo!

L’uomo non dovrebbe far altro che rispettare che la natura se vuole vivere dei suoi prodotti.

Peccato che si preferisca allontanare queste specie anziché coabitarci.

Come sempre se hai domande su come coltivare un orto sinergico, lascia il tuo commento qui in basso e ti risponderemo il prima possibile.

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A presto.



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